L'indomani mi alzai di buon'ora e scesi in salotto per raccontare a mio padre lo strano sogno della notte precedente. " Joe, sei sicuro di quello che mi hai detto?"la sua voce nascondeva un velo di preoccupazione."Sì papà, perchè?" " Perchè Joe, è una cosa strana, tu l'hai percepita ancora prima che arrivasse, non accade mai, l'hai vista, e probabilmente hai visto anche nel fututo, hai visto una situazione in cui la protetta si troverà". Strinsi i pugni, ero impaurito, cosa mai la spaventava in quella casa? cosa l'avrebbe spinta ad andare in quel postaccio? Aveva ragione Jenny, avevo un compito difficile. Baciai mia madre e presi la bicicletta per passare più inosservato, e mi avviai verso la casa della mia protetta. Lungo la strada sentivo la mia mente in subbuglio, come se oltre ai miei pensieri e ricordi se ne stessero insinuando degli altri, fui costretto a fermarmi per il mal di testa. " Joe Hale" mi aveva chiamato qualcuno con un sussurro, mi voltai indietro ma non vidi nessuno " Joe, sono Sara, la nonna della tua protetta, non so per quale oscura ragione la mia Nora non abbia ricevuto alla nascita un angelo custode, ma tu sei perfetto per lei". Ero basito, uno spirito mi aveva parlato! A mia madre succedeva spesso, non mi era mai successo nulla del genere. Nora. Il nome della mia protetta, era un nome delizioso, mi dava la sensazione di qualcosa di piccolo, delicato e grazioso, sicuramente particolare. Le mie sensazioni non sbagliavano, avevo raggiunto il parco accanto alla casa di Nora e della sua famiglia e mi ero sistemato su una panchina indossando degli occhiali scuri e fingevo di leggere, in realtà non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso: la osservavo mentre scaricava i bagagli dall'auto del padre di Lisa, scaricava valige più grosse di lei, era minuta, non superava il metro e sessanta, aveva i capelli sul viso appiccicati per il sudore,aveva gli occhiali da sole sulla testa, i suoi occhi erano grandi e castani, all'apparenza era una ragazza comune, ma ero sicuro che non lo fosse. All'improvviso, fui colto da una fitta alla testa che mi fece svenire, dopo una violenta scossa, i miei pensieri erano in contatto con i suoi, percepivo che si sentiva stanca, era curiosa, malinconica, non sapevo quasi nulla della sua storia, aveva svuotato la mente, come se volesse ripartire da zero. Ora era ufficiale, sarebbe stato difficile, davvero duro, staccarmi da Nora.Ora la mia protetta aveva un viso, un nome, dovevo iniziare il mio compito. Lei entrò in casa con tutta la sua famiglia, io ripresi dall'albero la mia bici e ritornai svelto verso casa, non mi toglievo dalla mente i suo viso e la sua aria impacciata, era una ragazza forte, ma le mancava qualcosa, o qualcuno,avevo voglia di colmare quel vuoto.
Ero il suo angelo custode, così mi aveva detto sua nonna, questa era la mia nuova vita, da dopo l'incidente ero diventato una creatura celeste, un angelo custode.
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