domenica 22 agosto 2010

3.Ormoni, così dicono....

Avevo appena visto lei. Nora. Avevo percepito la scossa, ero in stretto contatto con i suoi pensieri. Riuscivo già a capire cosa provava in quel momento, ma, non capivo cosa provavo io. Era forse naturale un sentimento di attaccamento morboso ad una sconosciuta?
Entrando in casa, fermai Zac e glielo chiesi, la sua risposta fu una fragorosa risata" Impossibile Joe! è una follia!, io chiamerei questa reazione ormoni in circolo".
Divertente come al solito, pensai. Potevo trovare una risposta solo sui libri di mio padre, ma neanche lì trovai nulla. Aveva ragione Zac, ormoni, mi disgustava quella parola. Ero un ragazzo di diciasette anni, che rifiutava ogni giorno una media di 3 ragazze,come diceva Zac, forse avevo bisogno di una ragazza, e Nora poteva fare al caso mio. Ma, con lei, gli ormoni potevano stare a cuccia, dai suoi pensieri, avevo scoperto che voleva essere abbracciata, non abbordata, baciata e non toccata maliziosamente, era una vera damina, sorrisi tra me. Nei giorni che seguirono, non tenni il conto delle ore che passai nei pressi della casa, del quartiere di Nora e dei posti che frequentava con Lisa Blums. Mi esercitavo nel mio compito di custode discreto, finchè mi avvicinai a lei più del dovuto.
Quella mattina mi recai alla segreteria della scuola per consegnare le fototessre necessarie all'iscrizione. Il mio solito parcheggio era libero, indossai gli occhiali scuri e mi diressi verso la fila, davanti a me c'era Nora, strano pensai, non avevo percepito la sua presenza in anticipo. se ne stava in disparte, si sentiva fuori luogo e si guardava attorno, avrebbe voluto i suoi occhiali! si voltò verso di me, era stupita, qualcosa di me la colpiva, ma era discreta, controllava i suoi pensieri e non riuscì a interpretare nulla. Vuoto totale. La fila iniziò a muoversi, ora era arrivata anche Lisa, mi sorrideva da lontano, era con Nora. Io ero come accecato, non vedevo nulla se non lei, timida, impacciata, non sentivo nulla se non il suo profumo di buono, credevo che non mi servisse altro per vivere felice. Era il suo turno,io ero alle sue spalle, i suoi pensieri erano chiari: era incuriosita da me. Per quale motivo? si era forse accorta che spesso la seguivo? Potevo notare tutte le sfumature di castano dei suoi capelli, erano disordinati, ma la rendevano unica. Non erano ormoni, era solo una questione riguardante la protezione, sicuramente, doveva essere così: la proteggi e ti ci affezioni. Non potevo trasgredire alle regole. Ma lei, la mia Nora mi rendeva tutto impossibile.Consegnai le foto e mi allontanai verso casa mia a tutta velocità e lei era lì, a fissarmi con le labbra socchiuse.

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