domenica 1 agosto 2010

9.Incidente

al domani, per una volta, non ci volevo pensare.




Quanto era diventato difficile non pensarlo. Non era una cotta, di quelle che ti fanno arrossire alla sua vista o cose del genere, no. Era qualcosa di inspiegabile, credevo di svenire ogni volta che vedevo Joe, ogni volta che ero costretta a rispondergli mi si attorcigliava la lingua, non riuscivo a formulare più che monosillabi, anche se le mie domande per lui erano infinite.Mancavano pochi giorni al ballo di benvenuto, secondo Lisa, mi serviva un vestito, Per mi a fortuna lo avevo già. Così scampai la seduta di shopping con Lisa che, senza dubbio, mi avrebbe parlato di quanto era bello Joe Hale.Avevo già finito i compiti, così decidi di fare una passeggiata in bici, indossai un paio di pantaloncini neri e la mia canottiera rossa, feci una coda disordinata ai capelli e mi avviai, per chi sa quale motivo, verso il quartiere residenziale, dove c'era villa Hale, con chi sa quali speranze. Pedalavo lentamente per godermi il sole caldo di Boston, dava una sensazione piacevole sulla pelle, quasi come una carezza, passando sotto gli alberi, invece, si alternava a momenti di venticello caldo.Ero totalmente persa nei ricordi di quando ero piccola, delle passeggiate in bici con la nonna, ad osservare tutti i tipi di fiori, piante,i nostri discorsi, dio solo sa quanto tenevo a quella persona, mi scendevano piccole lacrime salata che si incastonavano lungo le lebbra per scendere fino al collo, lentamente, mi mancava tutto di lei. Nel tentativo di asciugare le lacrime, persi all'improvviso il controllo della bici e finì per terra, subito mi assicurai che nessuno mi avesse visto, cercavo intorno a me la mia bici, ma vidi solo un ragazzo vestito di bianco che mi porgeva la mano, per il sole non lo identificai subito. Gliela porsi, era Joe. Come al solito fui percorsa da mille emozioni differenti, avrei voluto fare a quel ragazzo mille domande, spiegargli come mi sentivo, ma un clacson bloccò le mie parole, era Zac. " Nora, stai bene?" Chiese Joe con la sua voce angelica, " Sì, sono scivolata, sto bene" " Sicura? perchè le tue ginocchia gridano pietà" Rise con un velo di preoccupazione. E in effetti le mie ginocchia gocciolavano di sangue lungo tutto il resto delle gambe, Koe tirò fuori dalla tasca un fazzoletto e tamponò il mio sangue, poi lasciò fare a me, Zac intanto aveva caricato la mia bici semi distrutta sulla maccina " Vieni" Disse Joe " ti medico e aggiustiamo la bici" Mi fece accomodare sul sedile posteriore e mi sorrise, Zac sfrecciò verso villa Hale. Il viaggio fu silenzioso per quanto mi riguarda, i due fratelli parlavano in inglese e ridevano, avrei pagato oro per sapere di cosa stessero parlando ma non capivo nulla. Giurai però che Joe era come offeso. Giunti davanti al cancello in ferro di villa Hale, Joe tirò fuori la bici e si avviò al garage, Zac mi portò in casa. Era una villa davvero bella, diversa da tutte le altre come stile. Il divano sul quale ero seduta era di pelle bianca come le poltrone, sparsi per la stanza c'erano fiori rosa e libri su tutte le pareti. Zac portò del cotone del disinfettante, iniziò a pulire la mia ferita. Nella mano destra stringevo il fazzoletto di Joe, dalla finestra dietro le spalle di Zac, vedevo suo fratello armeggiare con la mia bici " Allora Nora, ti faccio male? " " No" dissi sincera " Dimmi un po', ne sai qualcosa di ballo? " " ehm, a dire il vero no" " MMh, bene, buono a sapersi" " Ero arrossita, gran bella figura pensai " Non è grave" Disse spontaneo Zac " La prendo come occasione per invitarti dopo le lezioni qui per esercitarci un po', ci stai?". La cosa probabilmente mi stava sfuggendo di mano, io a casa di Joe, invitata da Zac.C'era qualcosa che non permetteva a Joe di starmi vicino quanto volevo io, forse piaceva a me, ma non ero ricambiata, non volevo guardarlo solo da lontano, no, questa volta volevo brillare, volevo davvero passare del tempo con Joe Hale per conoscerlo, era diventata una situazione incontrollabile, non lo volevo solo nei miei sogni. " Sì, verrò" dissi sfacciata, mi alzai e mi diressi verso l'esterno dobìve si trovava lui, il mio Joe.
Era lì, con le mani sporche , la camicia arrotolata sino ai gomiti, la schiena larga e muscolosa, avrei voluto sfiorarlo, " Joe", si voltò ridendo " Nora, non ci credo, sai parlare?" Ero imbarazzata " Beh,sì, come sta la mia bici?" " Situazione critica, ruoto completamente storta " sospirò, si pulì le mani su uno straccio, e si sedette su un banco da lavoro, mi avvicinai, anzi il mio corpo lo fece perchè io non lo controllavo più. " Joe, ascolta sono successe delle cose strane da quando ti ho visto, ho sentito più volte la voce di mia nonna, ho provato delle emozioni forti, come se lei fosse qui, non ci crderai, ma è per quello che sono caduta eh, ora mi prenderai per matta ma...." "Shh" Fece Joe mettendomi un dito sulle labbra" Ti credo Nora, lo so,per questo ero lì" " C...come? non ti seguo" "Perchè.... perchè stavo tornando a casa e ho notato che sbandavi con la bici" " Joe, ti prego, altre cose non tornano, come sapevi dell'aula 32? " " Le voci girano nella scuola" " Joe, perchè ci vai con Lisa? " Scoppiai in lacrime " No, Nora no ti prego! " Ero già sul vialetto di villa Hale, correvo, volevo correre a casa, Zac mi inseguiva, si fermò dopo poco, Joe era rimasto immobile sul banco da lavoro, io stringevo il suo fazzoletto tutto sporco di sangue, e mi sentivo una totale idiota, ma avevo solo voglia di correre , correre e piangere, al domani, per una volta, non ci volevo pensare.

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