
sentì il caldo salire dalla punta dei piedi, lentamente arrampicarsi sulla mia schiene e infine giungere al cervello tanto da farmi fermare il sangue
Erano passate circa due settimane dal mio arrivo in America,due settimane da quando avevo imparato ad apprezzare la mia nuova casa,due settimane da quando avevo conosciuto Lisa,due settimane da quando avevo iniziato a pensare a quel misterioso ragazzo, due settimane da quando mi chiedevo cosa fosse , anzi cosa ci fosse a villa Hale.
E adesso il momento che tanto aspettavo, era arrivato, il mio nuovo primo giorno di scuola. Mi stiracchiai, con un calcio gettai a terra le coperte,fuori era soleggiato, gli alberi verdi, i ragazzi già si incamminavano verso la scuola con gli zaini in spalla.Aprì l'armadio in cerca dei vestiti migliori, scelsi un paio di jeans chiari e una maglietta nera, almeno non avrei attirato l'attenzione. I capelli erano perfetti per una volta, leggermente ondulati, tirai indietro la frangia con un cerchietto, infilai le scarpe e scesi per colazione, erano già tutti al lavoro e mio fratello aveva preso il bus. Mangiai velocemente un fetta biscottata, e sentì il clacson di Lisa, era passata a prendermi.
Lisa era davvero una ragazza bellissima:aveva dei lunghi capelli ricci biondi, gli occhi chiari e sulla sua cabrio rossa sembrava una diva. La vedevo bene come cheerleader, non escludevo che lo fosse, a dire la verità la vedevo bene anche con un ragazzo come quello misterioso, chissà se lo avrei visto oggi.
"'Giorno Nora!" " Ehi ciao Lisa, Bella macchina!" l'avevo sempre vista in bicicletta.
" Non attireremo troppo l'attenzione" "No problem Baby" disse Nora decisa"C'è di meglio" ingranò la marcia e in meno di 10 minuti eravamo nel parcheggio della Boston High School. Rabbrividì quando vidi il grandissimo numero di studenti, erano almeno il triplo di quelli del mio liceo," Tranquilla Nora" mi disse dolcemente Lisa"Segui me". Inghiottì una quantità enorme di saliva e seguì la mia amica, andavamo verso una scalinata, verso un gruppo di ragazzi, gli amici di Lisa.
Inizia a rosicchiare le unghie " Nora vuoi anche le mie?" erano le parole che giurai di sentire, me le diceva sempre mia nonna, con uno scatto tolsi le mani dalla bocca, le infilai in tasca e mi guardai attorno. Stavo letteralmente impazzendo, dall'alto della scalinata notai giù nel parcheggio il ragazzo con gli occhiali scuri, era rivolto verso di me, che sciocchezza subito pensai, ci sono decine di persone.Non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso, poi ancora la voce della nonna" Nora girati" scattai verso Lisa, mi stava presentando i suoi amici. Cosa era successo? ero terribilmente spaventata, la voce della nonna? era solo immaginazione. sicuramente.
Strinsi la mano a 5 o 6 ragazzi, ma uno in particolare mi colpì.
Si chiamava Zac, era alto, bruno, con i capelli alzati, portava dei pantaloni chiari e una camicia scura leggermente sbottonata, lo zaino su una spalla, mi strinse la mano e mi guardò negli occhi a differenza degli altri." Piacere, Zac Hale" disse con una voce forte ma gentile. "P...piacere Nora" balbettai a mala pena.Mi girai e il ragazzo misterioso era sparito. Zac continuava a fissarmi, sorrisi timidamente e distolsi lo sguardo. Zac Hale, doveva essere uno dei figli degli Hale della villa. Aveva ragione Lisa, affascinante, misterioso, ma nulla di spaventoso, notai con piacere, i miei interrogativi sulla villa che credevo stregata erano spariti. Che idiota ero stata.
Il suono della campanella mi riportò alla realtà. Nora aveva lezione di spagnolo, io, a quanto diceva il mio foglietto, ero nell'aula 32 a lezione di inglese. Bene. Mi lanciai alla ricerca dell'aula e dopo 2 giri del piano, non la trovai, disperata per la figuraccia di aver perso la prima lezione del primo giorno, mi abbandonai sulle scale. Una voce dietro di me disse" Tutto bene?, l'infermeria è poco più avanti". Stano pensai, non avevo sentito nessuno arrivare, mi voltai, e sicuramente il mio viso cambiò colore, sentì il caldo salire dalla punta dei piedi, lentamente arrampicarsi sulla mia schiene e infine giungere al cervello tanto da farmi fermare il sangue,era lui, il ragazzo con gli occhiali, non riuscivo ad aprire bocca, da vicino era ancora più bello, ma non una bellezza normale, di quelle da copertina, una bellezza angelica: non portava gli occhiali, i suoi occhi erano verdi, una tonalità di verde che non avevo mai visto prima, si sposavano perfettamente con la tonalità di castano-biondo dei suoi capelli spettinati. "Che c'è? ti ho spaventata? Chiedo scusa" mi porse la mano per aiutarmi ad alzarmi. Senza esitare gliela porsi, " Beh, inizio io,piacere sono Joe, Joe Hale". Ecco, era un Hale anche lui, me lo sentivo, e probabilmente, anzi sicuramente era fratello di Zac. " Nora" dissi a bassa voce." ok, Nora, che ci fai qui sulle scale? appena arrivata già non partecipi alle lezioni?" esclamò con ironia. " Oh no, beh ecco... io In realtà mi sono persa" "Aula 32... eri quasi arrivata" Vieni ti ci porto. "Diedi una pulita ai jeans e lo seguì. La sua bellezza mi intimidiva, il suo profumo mi ammaliava.
"Eccoci" "G... Grazie" sussurrai " Ci si vede, è un piacere accompagnare i nuovi arrivati" Sorrise sfoggiando un sorriso irresistibile. Ero in ritardo di dieci minuti ma decisi di entrare. Il professore mi fece accomodare e mi scusò per il ritardo. Dovevo prendere appunti di letteratura, scrivere giusto in inglese e cercare di capire, ma non feci nulla di simile, pensavo. Pensavo a quell'incontro.
Come aveva fatto ad arrivare così silenziosamente? Come sapeva che dovevo andare nell'aula 32? e perchè sapeva che ero appena arrivata? forse lo si capiva dal mio inglese scorretto, no, ricordavo perfettamente che mi aveva parlato in italiano. Hale è un cognome sicuramente non Italiano.Come conosceva la mia lingua? Non avevo mai parlato in italiano con nessuno eccetto che con Lisa, ma non credevo che loro due si conoscessero. Sicuramente sapeva anche come mi chiamavo. E poi come avevo fatto a sentire così chiaramente la voce di mia nonna.Le voci giravano in fretta nelle scuole.
O forse lo aveva informato Zac, suo fratello. Avevo conosciuto gli Hale, Zac e Joe, il ragazzo misterioso. Era ancora più perfetto di quanto ricordassi. Dovevo sapere qualcosa in più su di lui.
La campanella suonò alla fine dell'ora e il mio quaderno di appunti era totalmente bianco, gran brutto segno, non sapevo neanche di cosa avevamo, avevano, parlato.
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